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Maremma

imageLa Maremma e’ fatta di sole e di mare, di vento e di sale, di campi di grano, di barbabietole, di ulivi, vigneti e vacche, fiere e scontrose, “a giro per i campi” (come si dice in Toscana), senza uomini che le badino. Come tornare a casa lo sanno da sole.
Ecco, in questa mucca c’è tutto il carattere fiero e burbero della Maremma. Una terra che sa farsi amare, ma ha bisogno d’essere scoperta. Tra i mille tornanti dell’Etruria settentrionale, tra antiche mura e lembi di natura selvaggia, volano aquile e fenicotteri, cavalieri d’Italia e avocette.
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Coto Donana, Andalusia

imageIl Coto Donana è un luogo magico. Un gruppo di case basse, pittoresche, decorate,immerse in una surreale atmosfera da favola, le strade sono di sabbia, solo di sabbia. Sabbia leggera che il vento solleva e il suo spostarsi accatasta cumuli minacciosi per la guida, almeno alle prime mosse. La palude, tutta quest’acqua odorosa è un immenso canneto, una fantastica palude popolata da migliaia di animali bellissimi. Una cosa straordinaria di El Rocìo è la sua chiesa, bianca, con un timpano alto che solido ma etereo che spicca nel cielo azzurro dell’Andalusia. Questa chiesa è bellissima, armoniosa ma sobria, così sorprendente che sia circondata da sabbia e posta sull’orlo di una palude!
Ma la cosa veramente straordinaria è che sulle sue mura vivano e nidifichino centinaia di rondini, rondoni e balestrucci. El Rocìo riassume in se alcuni valori di cui oggi siamo davvero consapevoli in modo anche drammatico: la bellezza, la biodiversità, la fragilità della complessità, la migrazione. Lo scenario è quello dell’immenso delta del Guadalquivir, questo ambiente è di una fragile e composita bellezza, c’è acqua, con i cicli stagionali che fanno cambiare le terre dall’aridità quasi totale dei mesi estivi, all’allagamento totale dei mesi invernali. E con l’acqua vanno e vengono anche le centinaia di specie di uccelli che popolano di frullare d’ali e suoni vitali il cielo e il canneto.

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La Sardegna del Sinis

imageLa Sardegna del Sinis è fatta di ecosistemi e  paesaggio preziosi, creati dal fiume Tirso e dal maestrale. Soffiando forte da occidente, infatti, il vento nei secoli ha accumulato dune di sabbia che ostacolano il deflusso delle acque a mare. Basti pensare che il solo stagno di Cabras è grande oltre 2.000 ettari.
E l’uomo vi ha costruito un’economia dello stagno, fatta di allevamento di muggini e arselle (cefali e vongole) che fan parte della gastronomia locale in ogni loro variante. Un tempo l’uomo navigava queste acque con imbarcazioni fatte di erbe palustri essiccate al sole, is fassonis, proprio come i fenici. Acqua e terra che si mischiano all’orizzonte tremulo, tra voli d’anatre ed eleganti distese di fenicotteri (oasi WWF di Seu e LIPU di Sale Porcus), con pecore al pascolo tra i nuraghi e rovine fenicie, puniche, romane, a testimoniare il fascino antico di questa terra bellissima e ancor poco conosciuta: come le rovine della mitica Tharros (730 a.C.) o la splendida cattedrale di S. Giovanni Battista (VI-X sec. d.C.) costruita in massicci blocchi di arenaria. Luoghi che han visto crescere il mito di Eleonora d’Arborea, illuminata governante, femminista ante-litteram.

Non ci son limiti stagionali o difficoltà vere, il Sinis è luogo da visitare in ogni stagione (preferendo la fine dell’inverno e l’inizio della primavera), a piedi o a cavallo o in bici, oppure su una tavola da vela, perché qui ci sono alcune delle onde da surf più belle d’Italia. E poi c’è il mare, quello di Sardegna che qui ha una delle sue perle: l’area marina protetta di Mal di Ventre (ma il toponimo originale sardo era “male vento”!).
Luoghi splendidi in una terra ricchissima di avifauna e con un mare davvero spettacolare.