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Nuova Zelanda, South Island

538375_324777534298616_1415661208_nNew Zealand, south island, un paradiso naturale con pochissima gente e distanze incredibili colme solo del silenzio, del vento, della incredibile luce australe, così polarizzata che il cielo sembra proprio toccarci il capo. Però bisogna proprio abituarcisi ma qui più a sud vai e più freddo fa.

Il posto migliore per un viaggio in libertà. Strade solitarie, spesso tortuose, affacciate a strapiombo su un mare selvaggio e di inaudita forza e bellezza, oppure immerse tra monti e parchi senza confini. Con tutta la tranquillità di una civiltà di tipo europeo, con le immancabili usanze British, rese esotiche e misteriose dalla dignitosa presenza dei Maori.
I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono davvero i migliori per un viaggio alla scoperta di quest’isola affascinante. Basta ricordare che la Nuova Zelanda è in una zona dell’oceano molto battuta dai venti Roaring Forties, spesso incessanti da ovest ad est, con regime che passa dalle brezze alle tempeste.

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La Sardegna del Sinis

imageLa Sardegna del Sinis è fatta di ecosistemi e  paesaggio preziosi, creati dal fiume Tirso e dal maestrale. Soffiando forte da occidente, infatti, il vento nei secoli ha accumulato dune di sabbia che ostacolano il deflusso delle acque a mare. Basti pensare che il solo stagno di Cabras è grande oltre 2.000 ettari.
E l’uomo vi ha costruito un’economia dello stagno, fatta di allevamento di muggini e arselle (cefali e vongole) che fan parte della gastronomia locale in ogni loro variante. Un tempo l’uomo navigava queste acque con imbarcazioni fatte di erbe palustri essiccate al sole, is fassonis, proprio come i fenici. Acqua e terra che si mischiano all’orizzonte tremulo, tra voli d’anatre ed eleganti distese di fenicotteri (oasi WWF di Seu e LIPU di Sale Porcus), con pecore al pascolo tra i nuraghi e rovine fenicie, puniche, romane, a testimoniare il fascino antico di questa terra bellissima e ancor poco conosciuta: come le rovine della mitica Tharros (730 a.C.) o la splendida cattedrale di S. Giovanni Battista (VI-X sec. d.C.) costruita in massicci blocchi di arenaria. Luoghi che han visto crescere il mito di Eleonora d’Arborea, illuminata governante, femminista ante-litteram.

Non ci son limiti stagionali o difficoltà vere, il Sinis è luogo da visitare in ogni stagione (preferendo la fine dell’inverno e l’inizio della primavera), a piedi o a cavallo o in bici, oppure su una tavola da vela, perché qui ci sono alcune delle onde da surf più belle d’Italia. E poi c’è il mare, quello di Sardegna che qui ha una delle sue perle: l’area marina protetta di Mal di Ventre (ma il toponimo originale sardo era “male vento”!).
Luoghi splendidi in una terra ricchissima di avifauna e con un mare davvero spettacolare.