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Nuova Zelanda, North Island

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Nuova Zelanda, North Island: due parole di geografia.

La Nuova Zelanda: all’altra parte del mondo. E pure a testa in giù… come nei cartoon della prima ora, con le figure ritagliate a “caposotto”. Ecco come la immaginavo da piccolo. Un posto lontanissimo e mitico, perso nelle nebbie dell’antartide, luogo di pirati e di selvaggi giganti Maori.

Poi cresci e il mito diventa sogno. La voglia di fuggire, che non ci lascia mai, mi porta a sognare di andare in un posto come l’Italia ma dall’altra parte del mondo. Già perché uno strano destino geografico accompagna la penisola italica alle isole della Nuova Hollandia, come le chiamarono i primi esploratori olandesi. L’estensione dei nostri due stati non è molto diversa: 270.500 kmq per New Zealand e 301.336 per lo stivale. Una estensione tutta in diagonale, con la differenza che laggiù il punto più freddo è all’estremo meridionale, dove soffiano incessanti i venti del polo sud.

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Estremadura, Portogallo

In Portogallo, Estremadura. IMG_6505 Da Lisbona il  viaggio ci porta verso il Portogallo più vero, quello dell’entroterra dall’antica storia cavalleresca, è la regione di Estremadura-Ribatejo.

Facciamo un giro, di grande impatto emotivo, verso nord-est, in direzione Tomar.
Da Lisbona prendiamo la A1 sino all’incrocio con l’A23 e da qui, tra Entrocamento e Abrantes troviamo la stradina locale che in una ventina di km ci porta a destinazione.
Tomar è un paesello alle pendici di uno splendido castello templare.

La Murgia dei Trulli

1227_382736741836028_194933534_nLa Murgia dei Trulli, tra Martina Franca ed Alberobello, Locorotondo e Cisternino è un luogo che parla all’anima della gente.

Un posto dove ti interroghi sul senso delle cose. Un luogo che ancora oggi ti parla di ieri, della fatica di costruire un paesaggio rurale tra le dure rocce di calcare.
Il bianco abbacinante di calce delle case e dei trulli, il grigio dei calcari, il marrone bruciato intriso di bolo delle terre, il verde del grano che cresce, il grigio-verde delle foglie di ulivo che stormiscono al vento…tutto ci parla della terra: la Murgia dei trulli è un paesaggio culturale, un vero e proprio paesaggio di pietra costruito dall’uomo.
La Valle d’Itria, da sempre patrimonio Unesco, è un pezzo di cultura autonoma, specifica, del nostro Paese. Un luogo che se non ci vai, non lo hai visto. Un luogo che non si capisce ne dalla tv, ne dalle riviste patinate.

Perché il sapore della sua cucina, l’odore della sua terra, il calore delle sue pietre, non si possono trasmettere ancora con nessun altro mezzo che non siano i cari,vecchi, cinque sensi del viaggiatore accorto.

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