Maremma

imageLa Maremma e’ fatta di sole e di mare, di vento e di sale, di campi di grano, di barbabietole, di ulivi, vigneti e vacche, fiere e scontrose, “a giro per i campi” (come si dice in Toscana), senza uomini che le badino. Come tornare a casa lo sanno da sole.
Ecco, in questa mucca c’è tutto il carattere fiero e burbero della Maremma. Una terra che sa farsi amare, ma ha bisogno d’essere scoperta. Tra i mille tornanti dell’Etruria settentrionale, tra antiche mura e lembi di natura selvaggia, volano aquile e fenicotteri, cavalieri d’Italia e avocette.

Una terra incredibile in cui è tornato anche il lupo.
Un litorale senza cemento non poteva che essere un parco, dal 1975 infatti, la Maremma ha un parco regionale, tra i più famosi d’Italia. Il periodo migliore per visitarlo, per gli amanti della natura, e’ sicuramente da dicembre a maggio.
Ci sono percorsi di varia difficoltà: complessi quelli di San Rabano e delle Torri, alla portata di tutti gli altri.
Il territorio del parco e’ costituito a nord da una vasta zona umida, la palude della Trappola, delimitata dal fiume Ombrone. A sud una grande pianura, occupata da una pineta monumentale di oltre 600 ettari, si spinge sino alle ultime propaggini dei monti dell’Uccellina.
Diverse torri di avvistamento (costruite tra l’XI ed il XVI secolo) caratterizzano il territorio: ricordandoci che queste terre furono teatro delle incursioni di pirati berberi e turchi.
I versanti che guardano al mare sono coperti di macchia mediterranea e da formazioni residue di leccio. Nonostante siano da sempre tagliati per ricavare legna, vi nidificano il raro biancone, un’aquila che si nutre solo di serpenti, e il veloce sparviere, un falco che predilige i boschi.
In mezzo alle mitiche vacche maremmane al pascolo non mancano aironi e piccoli passeriformi alla ricerca di insetti.
Il territorio del parco ha una gran varietà di ambienti, per questo può accadere di osservare animali che non ci aspettiamo. Tra cui l’ormai onnipresente cinghiale. Ma ci sono anche caprioli e tassi, martore, faine, donnole, puzzole, istrici. Facili da avvistare sono lepri e conigli selvatici, oppure le nutrie.
Se la natura vi affascina e la cultura enogastronomica toscana vi interessa, allora la Maremma è davvero una terra da scoprire.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>