Nuova Zelanda, South Island

538375_324777534298616_1415661208_nNew Zealand, south island, un paradiso naturale con pochissima gente e distanze incredibili colme solo del silenzio, del vento, della incredibile luce australe, così polarizzata che il cielo sembra proprio toccarci il capo. Però bisogna proprio abituarcisi ma qui più a sud vai e più freddo fa.

Il posto migliore per un viaggio in libertà. Strade solitarie, spesso tortuose, affacciate a strapiombo su un mare selvaggio e di inaudita forza e bellezza, oppure immerse tra monti e parchi senza confini. Con tutta la tranquillità di una civiltà di tipo europeo, con le immancabili usanze British, rese esotiche e misteriose dalla dignitosa presenza dei Maori.
I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono davvero i migliori per un viaggio alla scoperta di quest’isola affascinante. Basta ricordare che la Nuova Zelanda è in una zona dell’oceano molto battuta dai venti Roaring Forties, spesso incessanti da ovest ad est, con regime che passa dalle brezze alle tempeste.

Nulla di preoccupante basta solo vestirsi in modo adeguato per le attività en plein air e avere accortezza nella guida lungo la costa.
Nel nostro viaggio faremo un giro “classico”, davvero il migliore per scoprire l’isola. La gireremo in senso antiorario lungo la costa, con alcune puntate all’interno per scoprirne davvero la grande varietà di ambienti naturali e di paesaggi. Perché south island è: un paradiso del birdwatching, una delle mete “alpinistiche” più famose degli antipodi, un luogo eccezionale per osservare le balene in libertà, il posto dove c’è uno dei fiordi più famosi e visitati del pianeta… e tanto altro!

LA COSTA SETTENTRIONALE
Montiamo su un bel traghetto con il nostro mezzo ed attraversiamo lo Stretto di Cook, ammirando lo spettacolare panorama della baia di Tasman e dei Marlborough Sounds (un insieme di insenature, isole, baie e canali, originatisi per motivi glaciali).
Il nostro punto di partenza è Pincton, sonnacchioso porto d’inverno, brulicante cittadina turistica in stagione, dove il pesce la fa da padrone nei menù dei ristorantini sul mare.
Se il programma lo consente merita una visitina l’Edwin Fox Maritime Centre, soprattutto per poter ammirare uno splendido vascello in legno di teak, l’Edwin Fox appunto, costruito in Bengala e che servì l’area portando carcerati in Australia ed immigrati nella nostra isola.
Nei pressi sorge il Seahorse World Aquarium dove, soprattutto se siete in viaggio con i piccoli, potrete ammirare ed anche toccare diverse specie di pesci locali. Al visitor centre della città distribuiscono una mappa che illustra le peculiarità dei luoghi, tra cui lo Snout Walkway, interessante sentiero sulle vedute dello Queen Charlotte Sound (3-4 ore tra andata e ritorno).
Lasciata Pincton ci dirigiamo verso Nelson, lambendo i Marlborough Sounds. Qui occorre subito fare una scelta: o perdersi nei meandri delle bellissime insenature o proseguire verso ovest. Il posto merita ma dipende da quanto tempo abbiamo, perché ad esempio il Pelorus Sound è lungo 42 km ma ha ben 379 km di costa..!
Un valido motivo per visitare i Marlborough è sicuramente il vino. Con oltre 50 aziende vinicole sparse tra Blenheim e Renwick la regione è la principale produttrice di vino di New Zealand. Famosi sono i bianchi, tra cui il Sauvignon ma anche aromatici Gewurztraminer, Riesling e Pinot grigio. Il modo migliore per gustarne la qualità e la freschezza è sicuramente quello di fermarsi a pranzare presso una delle tante aziende agrituristiche dell’area: ci si può aspettare ottimi formaggi freschi, capesante e specialità in crosta d’erba o affumicate al legno di manuka.
Che vi ci aggiriate o meno, poi occorre prendere la statale n. 6 verso occidente, magari fermandosi a fare una capatina ad Havelock: la capitale delle cozze verdi di Nuova Zelanda, grandi sino al doppio ed oltre di quelle che noi consideriamo grosse.
Quindi sarà la volta di Nelson, sulla SH60, una delle mete turistiche più battute. L’area, infatti, ha una delle più soleggiate stagioni del Paese, oltre a splendide spiagge e ad alcuni dei più famosi parchi nazionali, tra cui il famosissimo Abel Tasman: una zona escursionistica facilmente accessibile e molto nota ed amata. L’itinerario più noto è sicuramente quello costiero, l’Abel Tasman coastal track percorribile in 3-5 giorni oppure da seguire via mare in kayak. Son posti molto belli ed apprezzati quindi è il caso di programmare e prenotare i rifugi se non si vuol dormire all’addiaccio.
A Nelson, poi c’è una gran vivacità culturale ed artigianale che non mancherà di colpirvi.
Nei dintorni c’è il Nelson Lakes national park, con due bei laghi glaciali che ricordano tanto il Fiordland ma senza le folle che si aggirano nell’area più famosa.
Da Richmond, a sud di Nelson, la SH60 procede in direzione nord-ovest per Motueka, che in estate brulica di gente che visita la Golden bay.
In questa zona, a soli 13 km da Motueka, c’è Kaiteriteri una splendida località per fare il bagno e brevi camminate davvero suggestive.

Sempre diritti con la Golden bay alla nostra destra arriviamo a Collingwood, l’ultima città di questa parte di Nuova Zelanda ed autentica base per la meravigliosa spiaggia di Farewell Spit: un posto bellissimo, una stretta lingua di sabbia in perenne movimento per i forti venti del Mare di Tasman. L’area è una zona umida di importanza internazionale ed è una famosa zona per il birdwatching. C’è un mare atavico, 26 km di spiaggia che offre rifugio a trampolieri e sule, foche neozelandesi e tantissimi uccelli artici che vi si fermano o ci nidificano. Un esperienza da non perdere in compagnia di una guida autorizzata. La gente di Farewell, poi, è speciale. A mio avviso sente la particolarità del luogo, quella delicatezza e forza assieme della natura incontaminata che solo in pochi posti al mondo ormai puoi ancora sentire… Prima che sia troppo tardi.
In posti come questi ti chiedi come mai non c’è abbastanza tempo per vedere e scoprire tutto, ma forse la risposta è nella speranza di tornarvi appena possibile.

LA COSTA OCCIDENTALE
Da Motueka si ritorna sulla statale 6 in direzione sud e si percorre tutta la costa sino a Greymouth.
Il Westland è un tratto di litorale sferzato dal vento australe, schiacciato sotto le Southern Alps. Quando il mare ed il cielo si chiudono e si confondono, ci si sente davvero piccoli e persi nel nulla. Da dicembre a febbraio non mancherà la compagnia di altri turisti e…attenti agli accenti perché capita senz’altro di trovarci italiani anche qui agli antipodi.
Da ricordare è che uno dei posti più piovosi della Nuova Zelanda anche se ha tanto sole quanto Christchurch, sulla costa orientale. Qualche spiritoso la chiama Wetland, terra dell’umidità.
Umidità che non dispiace alle otarie che popolano le rocce di Tauranga Bay Seal Colony, nei dintorni di Westoport, località peraltro nota per l’estrazione del carbone (ma è 40 km all’interno la prima miniera). I cuccioli nascono tra novembre e dicembre e restano sulle rocce con le mamme che li accudiscono per oltre un mese: occasione da non perdere per ammirarle da vicino.
Da Westport proseguiamo in direzione sud verso Karamea: il percorso è di una bellezza mozzafiato, con la strada stretta tra il mare sotto la scogliera e le colline a ridosso. Ricordate che da Westport a Runanga per ben 92 km non c’è un distributore…occhio alle lancette allora!
Ma prima di finire la benzina vale la pena di fermarsi a dare un’occhiata a Punakaiki e al Paparoa national park con delle splendide formazioni rocciose chiamate pancake rocks e degli sfiatatoi di mare che con le giuste condizioni di marea hanno dei getti impressionanti.
Giungiamo quindi a Greymouth che in passato era un villaggio fortificato, un pa Maori, ed oggi è seppur piccola il più grande centro abitato della costa occidentale.
Dopo un piccolo bagno di folla (si fa per dire ma nella solitudine di South Island… tutto è relativo!), partiamo ancora per il sud alla volta dei ghiacciai Fox e Franz Josef. Ma per strada vale la pena una piccola sosta a Hokitika, capitale della lavorazione della giada in Nuova Zelanda. Attenti a non farvi rifilare paccottiglia cinese per strada, meglio i negozi del centro, costano di più ma la giada è davvero bella ed originale.
In città meritano una visita il Visitor Centre ed il West Coast Historical Museum, così come l’Eco World dove si può vedere da vicino un kiwi, uccello simbolo della Nuova Zelanda ed ormai seriamente minacciato di estinzione.
A 140 km a sud ci si parano davanti spettacoli incredibili: due ghiacciai enormi praticamente sul mare: Franz Josef Glacier e Fox Glacier nel Westland Tai Poutini national park (ma se avete tempo, prima, merita una visita la laguna di Okarito, autentico paradiso naturalistico).
I ghiacciai sono impressionanti nella loro forza e bellezza. Avanzano di un metro al giorno, con punte di cinque, una velocità sino a dieci volte più grande dei nostri ghiacciai alpini.
E’ un parco naturale dalla grande varietà di ambienti che si stende dalle spiagge del mare di Tasman sino ad alcune delle più alte vette delle Alpi australi: solo questo meriterebbe il nostro viaggio agli antipodi. Qui, come in tutti i grandi parchi naturali della Terra, le attività en plein air sono a casa loro: dal campeggio al trekking, dalla canoa al volo a vela, dall’alpinismo allo sci, ogni attività ha decine e decine di proposte di alta qualità per la nostra vacanza in natura.

Lasciati i ghiacciai, dopo aver fatto rifornimento perché per un centinaio di km non ci sono benzinai di sorta, proseguiamo verso sud alla volta della regione di Haast, a 120 km dal Fox Glacier. E’ una zona di grande importanza naturalistica, con foresta pluviale e grandi paludi, inserita nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.
Se avete un po di tempo ad Haast Junction prendete la strada che conduce a Jackson bay, ci sono diversi itinerari escursionistici che meritano, così come da non perdere è il punto panoramico che si affaccia sul Cascade River.
Ora prendiamo la strada del passo di Haast, costruita solo nel 1965, alla volta del Milford Sound.

LA COSTA MERIDIONALE
Passando da Queenstown, terra di vini, di incantevoli paesaggi e di sport mozzafiato, ci accingiamo a raggiungere i più mitici fiordi delle terre australi.
Qui il clima è davvero instabile, anche in piena estate.
Il Fiordland è spettacolare, selvaggio, con la presenza di tracce di vita antichissime che ci ricordano Gondwana e le origini della Terra stessa.
Da Te Anau, una graziosa cittadina lacustre, le gite di una giornata arrivano al Milford Sound.
Ma se preferite continuare il giro, ricordate che i 119 km sino al Milford sono uno dei percorsi più belli di tutta New Zealand. La bellezza di questo estremo lembo meridionale dell’isola. La zona del Fiordland national park, del Milford Sound, è primordiale, integra, dove la presenza turistica dell’uomo, seppur evidente, non è mai distruttiva. Immaginate come fare una gita da Bologna a Roma e trovare solo natura selvaggia: ecco basta solo quest’idea per ripagarci delle fatiche di esser venuti sin quaggiù.
Il corpo è un po’ stanco per i tanti km percorsi e soprattutto per la fatica di dover spesso andare quando ci si vorrebbe solo fermare, magari per sempre…ma l’anima è nella sua forma migliore.
Il viaggio sarebbe completo se riuscissimo a fare il Milford track, uno stupendo sentiero che si inoltra nel parco offrendo scenari incommensurabili. Un trekking speciale ma che occorre prenotare con largo anticipo visto quanto piace in tutto il mondo (è considerato uno dei dieci migliori trek al mondo!).

Ora iniziamo il lento ritorno al nord, passando per Invercargill, Milton e Dunedin.
A Invercargill occorre fermarsi anche solo per vedere il Tatuara, autentico fossile vivente, un rettile grosso come un gatto capace di non muoversi minimamente per tutto il tempo che avrete la pazienza di osservarlo.

LA COSTA ORIENTALE
Da Invercargill prendiamo la statale 1 in direzione nord, passando per Milton e Dunedin per recarci alla penisola Otago, ma se avete tempo la litoranea 92 da Bluff è sicuramente molto più panoramica (nel qual caso fate una sosta a Gore dove c’è una bella galleria d’arte).
La strada 1 attraversa la regione dei Catlins, con splendide foreste e baie sferzate dal vento. Avendo tempo questa zona, poco conosciuta e con pochi servizi essenziali è un autentico luogo di pace e relax.
Ma nel poco tempo che ancora ci resta dobbiamo vedere due dei posti più belli ed accessibili di tutta l’isola.
Otago peninsula, nei pressi della città di Dunedin, è sicuramente il luogo di South Island dove tutti, ma proprio tutti, possono vedere e godere della incredibile fauna australe con estrema facilità. Qui ci sono albatri e pinguini, otarie e leoni marini, con tutte le attrezzature di stampo inglese per immergersi nella natura senza disturbare gli animali.
Innanzitutto non mancate il Royal Albatross centre, situato all’estremità orientale della penisola Taiaroa Head, qui c’è l’unica colonia di albatri sulla terraferma e li potete osservare con tutta facilità dal torrione di osservazione, magari mentre sorseggiate un ottimo the di fronte all’Oceano Pacifico. Per vederli mentre volano anche a 160 km/h, meglio il pomeriggio con giornate ventose.
Ma mentre, tra novembre e dicembre, gli uccelli più grandi del mondo nidificano, anche i pinguini più piccoli al mondo, i minori blu, fanno il nido proprio tra i vialetti del centro.
Tra le rarità della zona c’è anche il rarissimo e minacciato pinguino dagli occhi gialli il cui habitat è seriamente compromesso dall’allevamento brado, oggi ci sono progetti di conservazione per la specie curati dalla Yellow-Eyed Penguin conservation reserve che offre visite guidate anche per famiglie.
In questa zona, se amate gli animali, ci si può stare per una settimana con sempre nuove specie e luoghi da scoprire, tra cui il Glenfalloch Woodland Garden ed il Marine Studies Centre. Se avete tempo, mentre torniamo al nord, fermatevi a Oamaru dove la vacanza naturalistica è anche relax, jazz e cultura, con ancora tanti pinguini al visitor centre.

Con negli occhi il tenero e buffo incedere dei pinguini, ci accingiamo a costeggiare l’oceano sino a Christchurch, tornando verso nord. La città è situata in una delle zone più aride di tutta la Nuova Zelanda. Christchurch viene da tutti definita come la città più inglese di New Zealand. Se il vostro sogno è una birra o un fish and chips siete quindi a posto. Se avete perso il Tatuara o il Kiwi la città ha l’Orana Wildlife Park per voi..
Ricordo un giovedì nella penisola di Christchurch, ci fermammo ad un pub dopo quelle che sembravano un milione di curve, dentro forse c’era tutta la popolazione della zona. Gente affabile e curiosa, le donne che ti invitavano a bere una birra e a chiacchierare, curiose di sapere chi fossi e da dove venissi. “Sai – mi disse una biondona teutonica – non è che qui capiti spesso di conoscere gente nuova”, già la forza della solitudine qui si tocca davvero con mano.

Una solitudine che ci stringe il cuore perché il viaggio è quasi finito e ci tocca proprio andare.
Attraversiamo le zone agricole intorno alla Pegasus bay alla volta di Kaikoura, per chiudere in bellezza con l’osservazione delle balene in libertà.
La cittadina neozelandese, infatti, è una delle capitali mondiali del whalewatching, grazie alla presenza di capodogli, orche, balenottere rostrate, megattere e balene franche australi, oltre ai tanti delfini con cui potete nuotare assieme prenotando con un paio di giorni di anticipo. Un altra presenza faunistica che non potrete evitare è sicuramente l’aragosta, visto che in Maori kai è cibo e koura aragosta… A buon intenditor poche parole.

Qualunque sia il clima o il tempo che vi resta cercate davvero di uscire in nave a vedere le balene o in barca a fare un bagno con i delfini, perché quando sarete tornati nella nostra dolce Italia, molti vedranno ancora nei vostri occhi il fascino selvaggio della natura australe.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>