Estremadura, Portogallo

In Portogallo, Estremadura. IMG_6505 Da Lisbona il  viaggio ci porta verso il Portogallo più vero, quello dell’entroterra dall’antica storia cavalleresca, è la regione di Estremadura-Ribatejo.

Facciamo un giro, di grande impatto emotivo, verso nord-est, in direzione Tomar.
Da Lisbona prendiamo la A1 sino all’incrocio con l’A23 e da qui, tra Entrocamento e Abrantes troviamo la stradina locale che in una ventina di km ci porta a destinazione.
Tomar è un paesello alle pendici di uno splendido castello templare.
Se avete voglia e fiato potete anche lasciare l’auto e andare a piedi, attraversando Rua Serpa Pinto, la strada dei negozi di Tomar  (ci vogliono una ventina di minuti per salire sulla rupe del monastero). Altrimenti occorre uscire dalla cittadina seguendo le poche indicazioni facendo attenzione a non confonderle con quelle per la chiesa di Sao Joao Baptista che sono in centro storico.
Il convento di Cristo a Tomar è un autentico capolavoro, da non perdere. Fu fondato nel 1162 dal gran maestro dell’ordine dei Templari. Visitarne tutto il complesso richiede almeno una mezza giornata per immergersi con calma nella storia dell’occidente e della cristianità.
IMG_7379Non manca di colpire la nostra attenzione la bellezza delle maioliche decorate: i famosi azulejos. Si tratta di piastrelle decorate, soprattutto azzurro su bianco, con cui sono decorati i muri, le pareti, ma a volte anche i soffitti. La tecnica fu introdotta in Portogallo dai Mori. Nel Cinquecento se ne iniziarono a fabbricare anche nella penisola Iberica e fu un successo, tanto che nel Settecento nessun altro paese europeo ne produceva così tante quante i portoghesi.
Avendo un po’ di tempo si potrà scoprire la complessità storica, architettonica e religiosa di questo paesino con chiese, musei e sinagoghe.
Poi partiamo per andare a vedere uno dei più bei borghi portoghesi, Monsanto.
Da Tomar torniamo sulla A23 e da qui proseguiamo nell’interno, verso la Spagna, sino a raggiungere Castelo Branco. Lasciata l’autostrada seguiamo la N233 sino a Penamacor, da qui imbocchiamo la N332 sino a Medelim, svoltando quindi sulla piccola stradina per la nostra meta.
IMG_7471Monsanto è un borgo abbarbicato su una montagnola di granito che emerge dalla campagna circostante, impossibile da confondere. La strada per il paese è in salita ma si può tranquillamente provare ad arrivare al parcheggio alle porte del paesino.
Il paese si fa tutto a piedi, immerso nel silenzio e nel ricordo della fatica per costruirlo su una roccia così dura. Negozietti, ristorantini e vecchiette che vi offrono i propri prodotti artigianali, sono la cifra di questo posto sperduto e fuori dal tempo. Assolutamente da vedere.
Qui tutto è granito rosso: le case, le abitazioni primordiali scavate direttamente nelle rocce granitiche, i massi erratici, la montagna che frana giù, i portali delle case, la chiesa … le ciotole per i cani! Sembra davvero di essere sospesi fuori dal tempo.
Per concludere la nostra immersione nel Portogallo più vero, ci fermiamo a vedere un altro borgo fortificato.
Ritornati sulla N332 andiamo verso sud a Idanha-a-Velha autentica testimonianza della fatica di costruire casa nel Medioevo.
Ora il nostro tempo è proprio finito.
Torniamo a Castelo Branco e quindi a Lisbona… Ma la voglia di tornare è già dentro di noi perché tra bacalao e pao, tra vinho verde e il sorriso della gente il Portogallo ha fatto breccia nel nostro cuore.
Sarà proprio colpa del fado, musica triste e struggente, ma la saudade, la nostalgia di quel che non si è potuto avere, è dentro di noi e ci dice di partire ancora..
I templari.
Nel XII e XIII secolo i crociati dell’ordine dei Cavalieri Templari combatterono contro l’espansione dell’Islam in Medio Oriente, Africa settentrionale e penisola Iberica. Furono ricompensati con grandi proprietà. La loro potenza attirò invidie e gelosie. Nel 1314 Papa Clemente V chiuse l’ordine. In Portogallo il re Dinis riuscì a salvare le proprietà trasformando i Templari nell’Ordine di Cristo che, senza più armi, ne ereditò proprietà e privilegi. Fu da questa “sopravvivenza” che nacque, nel Quattrocento, la grande scuola marinara di esplorazione che, grazie alle intuizioni di Enrico il Navigatore, portò la croce quadrata delle caravelle portoghesi per mari e terre sconosciute… Oltre l’orizzonte. Enrico voleva “vedere cosa c’era oltre le Canarie e Capo Bojador e tentare di scoprire cose sconosciute agli uomini” …è proprio vero che nulla di importante succede se qualcuno non lo sogna, prima.

Un pensiero su “Estremadura, Portogallo”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>